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giovedì, novembre 27, 2003


LILLI JAHAN

È uscito da poco, ha commosso e stordito la Germania, in Italia lo pubblica Rizzoli e se siete fortunati lo trovate in sconto promozionale. Sto parlando di "Lilli Jahn. Il mio cuore ferito. Lettere di una madre dall'Olocausto" di Martin Doerry. Il libro racconta, attraverso la ricostruzione storica di un lungo e sofferto carteggio, il tragico destino di Lilli Jahn, nata nel 1900 a Colonia da una famiglia della borghesia liberale ebraica e morta nel campo di concentramento di Auschwitz. Donna colta, emancipata e raffinata Lilli, dopo la laurea in medicina, sposò il medico protestante Ernst Jahn, dal quale ebbe cinque figli. Nel '42, al culmine delle persecuzioni naziste, il marito, innamoratosi di una collega, le chiese il divorzio e l'abbandonò in balia dell'orrore nazista.
"Nel 1943 la donna viene internata nel campo di lavoro di Breitenau; nel 1944 arriva ad Auschwitz, dove ben presto muore di stenti. Nel corso degli ultimi terribili anni, Lilli non smette mai di corrispondere con i figli: il loro carteggio, miracolosamente scampato alla distruzione e conservato nel tempo, viene finalmente pubblicato in Germania nel 2002 restituendoci una testimonianza eccezionale di amore e di coraggio, oltre a offrire un tributo a tutte le vittime dell'Olocausto."
Una storia terribile e indimenticabile, stretta al nodo di un momento storico sanguinoso ed impazzito, marchiato a fuoco dalla guerra più devastante e miserabile di tutti i secoli europei.


MARTIN PAGE

Dopo il successo di "Come sono diventato stupido" - romanzo d'esordio del 2001 che fece impazzire la Francia - Martin Page ritorna in libreria con un romanzo breve ed irriverente quanto basta: "Una perfetta giornata perfetta". In questa seconda storia Page racconta con lucidità e humor i molti ossessivi tentativi di suicidio di un disperato, vittima, come forse tutti noi, di una società crudele e indifferente ai bisogni del singlo. Il pensiero onnipresente della morte e della sua matematica ostile e difficile, sono il filo conduttore di questa originale storia, sospesa tra il lirico ed il cinico, tra il grottesco e il surreale. Una caricatura delle nostre peggiori nevrosi.
"La morte è sempre presente, come un ottuso ritornello, e al tempo stesso continuamente negata, come un fantastico e beffardo contrappeso alle miseria di una esistenza. Quello di Una perfetta giornata perfetta è un grido d’orrore di fronte alle mostruosità della nostra vita quotidiana, e al tempo stesso un gigantesco sberleffo alle turpi delizie della modernità."


VERA NABOKOV

Se avete amato "Lolita" e lo stile di Nabokov vi ha intrigati, non perdetevi "Véra. Mrs Vladimir Nabokov" di Stacy Schiff, la biografia della moglie di Nabokov, che racconta anche di molti aspetti della personalità del notevole scrittore russo. Vera influenzò profondamente l'arte del marito, ne fu la musa ispiratrice, l'angelo custode:
"La señora Nabokov ejerció una influencia enorme sobre uno de los mayores escritores de nuestra época", considera Schiff. "Pensé que a través de ella podría hacer, además, un retrato oblicuo y revelador de su marido. La vida de Vera tal vez no nos haga descubrir nuevos estratos de la obra de Nabokov, pero nos dice mucho acerca del autor". (da sololiteratura.com)
La loro vita fu di fughe, di battaglie famigliari, di continui viaggi.


SPAZIO FOREVER

Nuovo numero (#29) della newsletter "spazio forever", con tutti articoli interessanti: musica, libri, cinema, curiosità e ... un forum dove commentare le segnalazioni fatte!
da qualche numero partecipo con alcuni miei articoli, ma questo non deve spaventarvi, a parte i miei interventi la newsletter è bellissima
:)
iscrivetevi!


venerdì, novembre 21, 2003


DONNE IN MARE

Quando si pensa al mare, alle navi e alle storie di pirati si evocano immagini di uomini impavidi ed errabondi, dall'aspetto dimesso e combattivo, che solcarono oceani, baie e periodi strorici navigando incontro all'avventura. In realtà anche le donne hanno fatto parte di questo universo di navigatori e a testimoniarlo non sono solo i ricordi tramandati nei secoli dalle famiglie, ma anche opere di narrativa, diari e quant'altro. La bella e curiosa monografia "Donne in mare" proposta da "erewhon" ricorda vite e storie affascinanti di donne piratesche, esploratrici, marinaie, di mogli di marinai, di guardiane dei fari.


CONCORSO LETTERARIO

La casa editrice ArpaNet ha indetto la terza edizione del concorso letterario dedicato a giovani autori (narrativa e poesia). L'iniziativa si intitola 20*04*2004.
"ArpaNet organizza l'iniziativa 20*04*2004, con l'obiettivo di selezionare i migliori nuovi autori italiani per la pubblicazione e la distribuzione in cento librerie italiane e direttamente online sui cataloghi elettronici ARPABook, Guida, Hoepli, Internet Bookshop"
A conclusione del concorso saranno pubblicate l'opera del vincitore e una raccolta dei lavori inviati dai partecipanti. Il termine ultimo per inviare le proprie composizioni è il 20 febbraio prossimo e la quota di partecipazione è stata fissata a 15 € (10 € per i minori di 26 anni). Le opere saranno prima valutate e votate dagli utenti/lettori del sito e poi, per quelle che avranno raggiunto un punteggio di almeno 7 decimi, da un'apposita commissione giudicatrice.


lunedì, novembre 17, 2003


GRANTA

Quello che non sono stata capace di riportare sulla Rivista Inglese di Letteratura moderna "Granta" lo racconta in dettaglio Lara Crinò in "Granta talent scout", articolo comparso su "La Repubblica delle donne".


GINO STRADA

In una recente intervista de l'Unità, Gino Strada rinnova il suo dissenso verso il conflitto iracheno e racconta cosa sta accadendo in Afghanistan.


BOOK SHIFTING

L'idea lanciata da "Tao" ha fatto il giro del web e di un po' tutte le librerie d'Italia. Book shifting, la guerra ai brutti libri :) , è una lotta (pacifica) popolare ai colossi editoriali in favore di libri meno pubblicizzati e più meritevoli d'attenzione. Ora Golem porta avanti quest'iniziativa.
"Casi analoghi si sono registrati a Perugia, Milano, Roma. E i librai? Nicoletti li esorta a prendere il book shifting come un gioco, e a creare aree ad hoc per i dislocatori. Ma forse senza clandestinità, la rilocazione letteraria perderebbe il suo intento provocatorio. Il prossimo bersaglio (annunciato) dei dislocatori? "Harry Potter" da sostituire massivamente con "Il Piccolo Principe". "


300 DONNE

"Artiste, scrittrici, musiciste, scienziate, attrici, atlete, regine, filosofe, rivoluzionarie di ogni tempo e paese": trecento ritratti femminili, brevi, condensati che riportano alla memoria la vita di molte donne famose e di altre meno note, che meritano comunque di essere ricordate. Questo è "Un mondo di donne. Trecento ritratti celebri" il saggio scritto da Susanne Gretter e Luise F.Pusch Gretter (Pratiche Editrice, 21,00 €). Introduzione di Natalia Aspesi.


NAOMI KLEIN

Naomi Klein, su Internazionale della scorsa settimana, ritorna a parlare di occupazione illegale in Iraq da parte degli Stati Uniti e di tutti i paesi alleati a Bush. In "Chi bombarda non vende" riemergono le vere ragioni di questo conflitto, ovvero predominio su petrolio ed economia mondiale.
"Ogni serio movimento per l’autodeterminazione irachena deve invocare la fine non solo dell’occupazione militare dell’Iraq, ma anche della sua colonizzazione economica. Questo significa annullare le riforme modello "terapia d’urto" che il responsabile dell’occupazione statunitense Paul Bremer ha spacciato per "ricostruzione" e cancellare i contratti di privatizzazione seguiti a queste riforme."


RAIOT

Ieri notte ho guardato, su Raitre, la prima puntata di "Raiot. Armi di distrazione di massa" di Sabina Guzzanti e mi è piaciuto moltissimo, perchè è stata un'ora di satira lucida, coraggiosa, senza timori nè peli sulla lingua, assolutamente fedele alla realtà. Il tema era l'informazione e tutto quello che di importante c'era da dire è venuto fuori. Lode agli attori ma soprattutto agli autori, tra i quali compare anche Curzio Maltese. Scampata la censura di Paolo Ruffini, il direttore di rete, spero potremo vedere anche le altre 5 puntate.


venerdì, novembre 14, 2003


MONICA ALI

Nel gennaio di quest'anno la rivista Granta ha inserito il nome di Monica Ali tra i primi dieci giovani scrittori under 40 più apprezzati d'Inghilterra nonostante non fosse stato ancora pubblicato il suo libro (suscitando così molte polemiche, poichè Ali era allora sconosciuta). Ora Marco Tropea Editore manda tempestivamente alle stampe la traduzione italiana del suo fortunato primo romanzo "Brick Lane", col titolo "Sette mari tredici fiumi", davvero intrigante, come la trama.
Se non fosse per la stampa londinese che ha osannato la Ali come una delle più promettenti penne inglesi - come Zadie Smith - leggerei questo romanzo solo per la bellezza evocativa del suo titolo.
Bella la recensione comparsa su Carmilla, che ha intensificato la mia curiosità.
Dunque, il libro è caldamente consigliato.


ALESSANDRO AMADORI

Dal cataologo Scheiwiller segnalo tre testi di Alessandro Amadori: "Mi consenta" (2002), "Mi consenta 2" (2003), e "Bin Laden" (2003). Nei primi due libri Amadori esamina i meccanismi di comunicazione di Silvio Berlusconi e del suo indotto di partito. Due saggi molto curiosi ed originali, che guidano in un'indagine psico-politica senza precendenti e che svelano prospettive inattese. Scopriremo così perchè Berlusconi ha avuto tanto successo alle elezioni, ammaliando gli Italiani, e come trasmetta ai suoi collaboratori atteggiamenti, frasari e abitudini. Anche l'indagine su Bin Laden ed il suo potere mediatico (duplice, riversato sia sul versante islamico che in occidente), analizzati a partire dalla tragedia delle torri gemelle, riserva molti spunti interessanti, nonchè un'importante riflessione finale.


IL NOSTRO 11/09

L'editoriale di Roberto Napoletano "Il nostro 11 settembre", comparso su sul ilsole24ore, sottolinea l'importanza, ora più che mai, di un'unione parlamentare in merito alle missioni dei nostri militari in Iraq e l'emergenza di un consolidamento delle forze Europee in relazione alle alleanze con gli Usa. Pur condividendo l'importanza e l'utilità dell'intervento italiano in Iraq, soprattutto verso la popolazione, in questo momento non so se sia opportuno non far rientrare le nostre truppe. Chi ha detto che questa probabile ritirata significa darla vinta al terroirismo? Perdonate la schiettezza, ma per me non significa sentirsi sconfitti, soprattutto visto il caotico contesto politico ed umanitario nel quale si è inserita l'Italia e ponderati i reali significati di questo conflitto. E se gli Usa si offendono, bhè, mi spiace per loro, ma a volte c'è qualcosa di più importante dell'arrivismo personale, dell'orgoglio - che poco c'entra con la lotta al terrorismo.


giovedì, novembre 13, 2003


LA GUERRA NON È FINITA

Come tutti ben sappiamo ieri mattina, alle 8.40, un contingente italiano è stato attaccato dai terroristi del fondamentalismo islamico a Nassiriya in Iraq. La notizia è tanto semplice quanto terribile e ha colto tutti impreparati. Come poteva essere diversamente da così? Chi si sentirebbe pronto per una notizia del genere? Chi per una fine di tale violenza? Nessuno, anche se il tuo lavoro è solcare suoli di guerra con gli ideali di patria e libertà nel cuore e la volontà di eseguire il tuo dovere, anche se di mestiere cerchi di aggiustare le cose in un paese devastato da mesi di bombe e anni di dittatura feroce credendo di dare una mano alla pace. A quella pace che non arriva, che nessuno sa dov'è, perché non si trova il vero problema da combattere.
19 italiani, tra carabinieri e soldati, e 7 civili iracheni sono morti in quell'attentato che ancora non ha mosso rivendicazioni, i cui mandanti sembrano ignoti.
Ho provato a leggere un po' di testate italiane, a seguire i vari tiggì, ad ascoltare interviste alla radio a giornalisti inviati di guerra od opinionisti.Sono giunta a varie considerazioni a cui, credo, molti di voi non si sentiranno estranei.
Innanzitutto le informazioni non passano mai come dovrebbero: partono in un certo modo e poi diventano altro, a seconda dell'utilità mediatica di quel dato. Non serve una censura per manipolare un'informazione,a volta basta molto meno, basta omettere il termine "guerra" dai discorsi commemorativi in parlamento (come hanno fatto tutti, da Berlusconi, a Martino, ad altri) o incedere su termini come "libertà" e sinonimi e "lotta al terrorismo" per trasformare una notizia di lutto, dolore e rabbia in un rilancio di un'idea sbagliata in partenza.
I militari italiani non dovevano andare là e ieri molti parlamentari, che votarono "sì" per quella partenza, hanno avuto paura. Quel voto di maggioranza, apparentemente "necessario e legittimo" ha avuto effetti collaterali incontrollabili.
Qualche luminare ha squarciato la monotonia dei cordogli con un "chi va in guerra sa che si rischia la vita". Ma i nostri militari erano andati là per fermare una guerra o per creare una nuova civiltà democratica? Ma la guerra non era finita? Era una missione bellica o di "pace"?
La Gruber su RadioUno ha affermato che in Italia non si sanno tante cose, che le notizie non arrivano come dovrebbero, che si perde per strada qualcosa, perché la guerra in generale, ma soprattutto questa guerra, ha un suo "linguaggio" particolare, difficile, e che il "dopoguerra iracheno" di cui tanto si parla è in realtà una seconda guerra.
Già, una guerra che non solo non è mai finita, ma che non trova la legittimità che insegue da mesi, ma che anzi dimostra a se stessa e a noi, ogni giorno, con la sua crudeltà, la sua cecità, quanto sia inutile e troppo costosa per un obiettivo come quello della "enduring freedom".
Non mi è piaciuto l'editoriale di Folli sul Corriere di oggi, perché nel finale elogia una maturità politica del parlamento irreale: la maturità con cui il parlamento dovrebbe aver risposto a questa tragedia non s'è vista, nessuno l'ha colta dai discorsi fatti dai ministri. Non mi sono piaciuti gli assalti dei giornalisti dei tiggì ai familiari della vittime. Non mi è piaciuto il generale atteggiamento di rafforzare in tutti noi l'odio verso gli islamici al fine di legittimare questa guerra. Molti hanno parlato di "strumentalizzazione" di queste morti ed ha ragione: c'è stata, perché siamo in Italia e non siamo esenti da questo virus.
Questa tremenda perdita diventerà la testa d'ariete per chissà cos'altro.
Il parlamento è diviso, spezzato in 2, 3 opzioni: riportare a casa i soldati? Lasciarrli là? E se li lasciamo là che cosa diciamo che si fa "là"? La pace? Facciamo la pace o combattiamo il terrorismo? Facciamo la guerra?
E siamo sempre lì. Al terrorismo che non ha volto né luogo, che è una piovra multi-continentale e che si vuole a tutti i costi combattere con una guerra isolata e stanca. Strumenti sbagliati per una lotta non ben definita.
L'Italia sta pagando un prezzo troppo alto per questa guerra che nessun italiano voleva, per questo orrore che sembra compiacere solo gli Usa. Il nostro governo è ogni giorno di più sempre meno capace di gestire l'entrata dell'Italia nel contesto internazionale e si inserisce nei giochi politici globali senza protezioni di sorta.
Gli italiani morti nell'agguato di ieri per me sono eroi e meritano tutto il nostro rispetto, tutto il nostro partecipato dolore. Hanno fatto il loro dovere, con coraggio ed onestà. Il mio pensiero va ai militari che sono rimasti là, che forse non torneranno a casa per molti mesi e che desiderano non deludere il proprio Paese e li ammiro.
E poi è tornato Bin Laden, ma questa è un'altra storia, brutta, ma diversa.


LETTERATURA EROTICA

Segnalo un articolo di Monica Maggi su l'Espresso, "Ora esplode in Rete l'eros al femminile", che offre vari spunti per rintracciare letteratura erotica al femminile in Rete.
"Il romanzo di Melissa, come ormai è noto, non è così casto, anzi: lei mette su carta stampata le esperienze (numerose) sessuali vissute in modo più o meno spensierato. Ed è scandalo. Chissà perché, ma quando una donna si cimenta con la scrittura che parla (e sa) di sesso, scoppia il finimondo. Un anno fa, in Francia, scoppiò un caso simile: quello di Catherine Millet, che senza nessun pudore (anzi, con una freddezza quasi chirurgica) faceva letterariamente l'elenco delle sue prodezze sessuali: dove, come, quando, con chi. E anche il suo libro è andato a ruba."
A quanto pare questo tipo di narrativa non solo intriga i lettori, ma anche le autrici. Infatti moltissime sono le donne che si dilettano in racconti a luci rosse, piccanti e stucchevoli quanto basta per carpire l'attenzione del lettore, e non potendo affidare con facilità le proprie creature ad editori tradizionali, divulgano questi scritti via Internet, entrando a far parte di un circuito autoironico, giocoso e, perchè no?, un po' provocante dell'erotismo internettiano al femnminile.
Dopo Catherine Millet e Melissa P. chi sarà il prossimo fenomeno?


AMARTYA SEN

Per chi si fosse perso (come me :) "Internazionale" della scorsa settimana, su "TRL Online" compare la cover story "Le radici della democrazia", di Amartya Sen, in inglese (sic!), originariamente pubblicato su "The new republic".


NOAM CHOMSKY

Sul sito della rivista letteraria "January Magazine" trovate un'anticipazione del nuovo saggio di Noam Chomsky, "Hegemony or Survival : America's Quest for Global Dominance" appena uscito negli States.
Su Outlook India, invece, c'è un nuovo intervento di Noam Chomsky sulla guerra in Iraq ed il comportamento dell'Europa in merito. L'articolo si intitola "Old Versus New Europe".


GIUSEPPE VERDI

Segnalazione lampo: il sito dedicato a Giuseppe Verdi è stato rinnovato ed arricchito. Una preziosa fucina di documenti ed informazioni per tutti gli appassionati del grande compositore italiano (via Ansa)


LUCIANO VIOLANTE

È appena uscito il nuovo saggio di geopolitica di Luciano Violante, "Un mondo asimmetrico" (Einaudi, 14 €). Violante riflette sui mutamenti del mondo politico degli ultimi 60 anni, sui mutati rapproti tra Oriente ed Occidente, tra era del consumismo e del potere ed Islam, e dove stia il terrorismo, la democrazia, passando dalle guerre più recenti fino al rapporto tra Europa e Stati Uniti.


STEFANO BENNI

Con "Balle spaziali" Stefano Benni, da "Il manifesto", ci parla delle due più grosse balle che in questo periodo i media ci vendono ogni giorno: l'utilità della guerra in Iraq - nonché la sua reale necessità - ed il gradimento e la legalità del governo Berlusconi.


martedì, novembre 11, 2003


STANLIO & OLLIO

Frassinelli pubblica la traduzione italiana di una delle più recenti e particolareggiate biografie della coppia di comici Stan Laurel e Oliver Hardy. Si tratta di "Stanlio e Ollio. Le Radici della Comicità" firmata da Simon Louvish
"Questa biografia completa dei due attori ne ripercorre la diversa provenienza e il differente background famigliare, le prime pionieristiche commedie fino alla loro consacrazione, passando per le rispettive, burrascose vicende sentimentali, i retroscena della vita privata, l'inossidabile amicizia e la stima reciproca."
Alcuni l'hanno giudicata fin troppo esaustiva, al limite ultimo della pignoleria, penalizzando così l'aspetto d'intrattenimento. 479 pagine non sono poche per una biografia, ma non sempre la quantità è un paramentro importante per valutare la bontà di un'opera. Di certo però è un saggio che mancava, di cui credo si sentisse il bisogno. Una sezione fotografica e la filmografia completa arricchiscono il volume.


INFORMAZIONE PRESUNTA

Da un anno a questa parte l'informazione televisiva si è molto impoverita della diversità di pensiero e del coraggio critico, a favore di un'omogeneizzazione imbarazzante ed un sudditismo velato eppure esistente. D'altronde siamo il Paese con il maggior numero di conflitti d'interesse esistenti tra politici e Stato e dunque non c'è da stupirsi di queste anomalie d'informazione, di una censura tanto apparentemente condannata eppure multiforme e persistente. L'Italia è diventata il luogo dove l'inutile è importante e l'utile è vietato, tenuto gelosamente nascosto. Il capo del governo detiene la maggior parte dell'intera torta editoriale, è monopolitsta dell'informazione e non solo nega l'evidenza - sotto gli occhi ora sconcertati, ora ilari del resto dell'Europa - ma si permette pure di indicare come le televisioni di Stato dovrebbero informare e divertire il popolo. Il primo ministro si è arrogato il diritto, nè più nè meno, di decidere per tutti, convogliando le energie giornalistiche lungo il canale a lui più favorevole, senza possibilità di alternative. E lo fa sorridendo, inframmezzando le sue ammonizioni con battute da compagno di sbronze, da giullare di matrimoni di paese. Così in Italia, oggi, ridiamo per non piangere di questa triste situazione e ci stiamo abituando a guardare l'inaccettabile come fosse cosa consueta. La censura che vige in Italia sull'informazione quasi non si percepisce: ne siamo ammaliati, conquistati, è come un pifferaio magico che ci incanta ipnotizzandoci. Essa è muta, non ha echi concreti, ma aleggia su tutti gli organi di stampa come una nube densa e impalpabile mandata da non si sa bene chi, da un committente potente, influente e pericoloso, a cui forse è bene dar retta. Chi crede nella libertà d'informazione va avanti come può, chi invece di solito gira la bandiera dove spira il vento più forte si adegua. Resistere ed adeguarsi: a volte è così difficile capire dove sta la verità che si confondono i ruoli. I combattenti della notizia vera diventano portaborse e viceversa. Informarsi oggi, soprattutto riguardo a certi strati tematici, è diventato tanto difficile quanto conseguire una laurea in scienze delle comunicazioni sociali e mediatiche.


LA STORIA D'ITALIA

Da giovedì prossimo 13 novembre, per 12 settimane, troveremo in edicola, insieme al Corriere della sera, i volumi de "La storia d'Italia" scritta da Indro Montanelli, che ripercorrono le vicende italiane dal 476 al 1997. Ogni giovedì libro e Corriere a 9,90 € + il prezzo del quotidiano. Non perdete questa bella iniziativa editoriale.


lunedì, novembre 10, 2003


GOYA

Segnalo un lungo ed intenso articolo di Jeanette Winterson su Goya, pittore spagnolo (Fuendetodos, Aragona, 1746 - Bordeaux, 1828).


CONCORSO LETTERARIO

Un'occasione per tutte le aspiranti scrittrici. L’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Faenza in collaborazione con l’associazione Nuovi Materiali promuove anche per il 2003 il concorso nazionale letterario (narrativa e poesia) "Ma adesso io", riservato alle donne. Per partecipare occorre inviare le opere inedite entro il 10 dicembre 2003, seguendo le indicazioni presenti sul bando. Premiazioni previste per il 7 marzo 2004, in occasione delle manifestazioni dell’8 marzo, Giornata internazionale della Donna.


ANNE DELBÉE

Lancio un appello, prima di iniziare la ricerca in librerie di testi usati. Qualcuno di voi sa indicarmi - o può intercedere per me nell'acquisto - dove trovare una copia di "Una donna chiamata Camille Claudel" di Anne Delbée (Longanesi, 1990)? Pare sia fuori catalogo e reperibile solo usato.
Ringrazio già chi potrà aiutarmi!


E{QUI:LIBRI}*BLOG

Un titolo fantasioso e graficamente curioso per un'iniziativa originale e tutta dedicata ai libri: e{qui:libri}*blog è una newsletter periodica che segnala uscite editoriali interessanti, recensioni di libri ed altre curiosità e notizie dal mondo della letteratura. L'iscrizione gratuita.


L'ANELLO CHE NON TIENE

Se ne è parlato anche recentemente su alcuni quotidiani, dove si è cercato di capire perchè la destra italiana si identifica col libro più famoso di Tolkien, "Il signore degli anelli", che tutto pare fuorchè un romanzo ispirato ad ideali di destra, o almeno a quelli sbandierati da Forza Italia, Alleanza Nazionale e soprattutto dalla Lega. In un governo in cui la diversità di idee diventa una leva utilizzata per scardinare tutto, anzichè per rintracciare un punto comune valorizzando la ricchezza di prospettive, e dove l'antisemitismo si maschera da diritto di tutela delle tradizioni locali, mi pare alquanto insolito che ci si rifaccia agli insegnamenti del professor Tolkien. Il saggio di Lucio Del Corso e Paolo Pecere, "L'anello che non tiene", tenta, attraverso una lettura "alternativa" dell'opera, di spiegare quello che la favola di Frodo e della Compagnia dell'anello dice ma che i più tra noi non riescono a cogliere, sostenendo tesi molto distanti dal testo stesso. La lettura proposta si rivela una lettura fin troppo interpretata, come a dire che si tenta di far dire a Tolkien quello che non ha voluto scrivere.


venerdì, novembre 07, 2003


QUELLO CHE SAI È SBAGLIATO

Disponibile in italiano la traduzione di "Everything You Know Is Wrong" col titolo "Tutto quello che sai è sbagliato. Manuale dei segreti e delle bugie". Gli interventi contenuti affrontano molte tematiche scottanti relative agli accadimenti internazionali che più hanno scosso l'opinione pubblica e che per tanti motivi sono stati manipolati, censurati o falsificati dai media.
"Tutto quello che sai è falso" è l'edizione italiana della raccolta dei migliori saggi, inchieste e testimonianze - curata dal sito cult d'informazione alternativa Disinformation.com - diventata negli Stati Uniti un vero e proprio caso editoriale."
424 pagine per 23 euro.


ANNALENA TONELLI (2)

ok, il mio si è rivelato un memoriale inutile e superficiale: ne prendo atto, anche se non condivido tutto quello che mi è stato criticato e puntualizzato.


mercoledì, novembre 05, 2003


SOLIDARIETÀ CON L'UNITÀ

Leggete il quotidiano l'Unità, se potete, anche se costa 10 centesimi in più degli altri quotidiani nazionali, anche se certe posizioni non le condividete.
O almeno non ignoratene la voce. Alla faccia di Ferrara e Taormina.
Questo blog è solidale con Furio Colombro, Antonio Padellaro e con tutti i redattori de L'Unità per le gravi ed infamanti calunnie ricevute in questi giorni dal direttore de "Il Foglio" Giuliano Ferrara e dall'avvocato Carlo Taormina.


ANNALENA TONELLI

Un mese fa, in Somalia, precisamente nel Somaliland (una provincia che nel 1991 si è autodichiarata indipendente dalla Somalia), venne trucidata la missionaria volontaria Annalena Tonelli a colpi di arma da fuoco. La Tonelli, che da oltre trent'anni operava in quelle zone africane e che aveva avviato molti ambiziosi ed importanti progetti come un ospedale a Borama, era nata a Forlì nel 1943 ed aveva deciso di dedicarsi al volontariato in Africa con in mente un preciso percorso. Le sue attività infatti radicano in progetti concreti e tramandabili, ed hanno tracciato un solco indelebile per gli indigeni del posto e per gli altri volontari, suoi compagni di viaggio nel tempo.
A Forlì si è percepito un profondo senso di lutto e di sconforto per questa terribile e brutale perdita, soprattutto perchè la Tonelli - donna di grande coraggio e determinazione - non fu mai molto aiutata dal governo italiano e fu vittima per molti anni di serie minacce di morte, soprattutto perchè si adoperò in Kenya per salvare dal genocidio una tribù di somali.
L'amarezza generale è aggravata dal fatto che poco ancora si conosce sulle cause della sua morte. In merito al suo omicidio si è pronunciata anche Luciana Alpi, madre della giornalista Ilaria Alpi, assassinata a Mogadiscio nel 1994.
"Non so in quali circostanze sia stata assassinata questa missionaria - aggiunge - ma mi auguro che in questo caso, ci sia una maggiore volontà di fare charezza di quanto ci sia stata finora per la morte di mia figlia. Sono nove anni e mezzo che ci battiamo per avere la verità che ancora non abbiamo: le istituzioni, e i magistrati non stanno facendo nulla, anche se l'opinione pubblica ormai sa"
Oggi, a Forlì, dopo l'assegnazione di 2 giorni fa della medaglia d'oro al merito civile ad Annalena da parte del presidente Ciampi, si celebrerà la scomparsa della missionaria con due cerimonie, intestando a suo nome una via urbana ed un giardino pubblico. Il mio triste pensiero va ad Annalena, al suo coraggio, al suo amore caritatevole e solido per la vita umana, che ha preservato sacrificandosi completamente, e va alla mancanza di giustizia che fin troppo spesso accompagna eventi di questo tipo. Nessuno pare pagherà per questa violenza, per questo straziante e orribile destino, e i politici sperano di consolarci con la *conservazione* della memoria al valore.


EPOCHÉ

In un paese come l'Italia in cui vivono - e sopravvivono - quasi 5.000 editori, è nata da poco una nuova casa editrice, Epoché, che si occupa principalmente di letteratura africana, e che cerca di farsi spazio inseguendo un folle sogno o una follia, oppure solo un sogno bellissimo. Giulia Mozzato, per Alice, ha intervistato la responsabile Gaia Amaducci.
"... in un momento pessimo come questo per quanto riguarda l'editoria (ed è così da parecchi anni, mi sembra), buttarsi in un'impresa del genere non credo possa avere motivazioni "razionali". E men che meno finanziarie... È una passione che non riesce a starsene buona nell'angolo degli hobby e preme per invadere tutto lo spazio. ..."
In bocca al lupooo! :)


MASTER PER REDATTORI EDITORIALI

Segnalo per tempo l'avvio della seconda edizione del Master per "redattori editoriali" promosso dalla facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Urbino. L'inizio dei corsi è previsto per febbraio 2004.
"Il Master, di durata annuale, è nato con l'intento di formare una figura professionale centrale nel lavoro della casa editrice, con compiti di coordinamento tra le varie fasi di produzione e con importanti mansioni culturali e progettuali. Il redattore editoriale è infatti colui che segue la lavorazione del libro dall'ideazione fino alla realizzazione come oggetto finito, con funzione di mediatore tra le esigenze dell'autore e quelle (anche commerciali) dell'editore."


BERNARD-HENRI LÉVY

Due sere fa il filosofo francese Bernard-Heri Lévy è stato ospite nel programma di approfondimento "8 e mezzo" di Ferrara e Palombelli, per parlare del suo ultimo libro "Chi ha ucciso Daniel Pearl?" uscito anche in Italia grazie a Rizzoli e dedicato ad Adam, il bimbo di Daniel nato pochi mesi dopo il suo barbaro e terribile assasinio. Rolli ne ha parlato diffusamente, mentre io ho acquistato solo ieri il libro - e vi invito a leggerlo, anche affittandolo in biblioteca, perchè mi pare sia non solo interessante ma anche alquanto allarmante.
Lévy sostiene - tra le tante sue sconcertanti rivelazioni, che aiutano a capire meglio che cosa sia veramente questo terrorismo islamico internazionale e da chi è portato avanti - che il giornalista Daniel Pearl è stato ucciso probabilmente perchè era sulla pista di un personaggio molto importante, ben più di Bin Laden, persoanggio che potrebbe spiegare meglio molti dei recenti attacchi terroristici accaduti nel mondo.
Insomma, Pearl sembra essere stato giustiziato anche perchè pericoloso, colto con le mani su documenti e rivelazioni scottanti. ma ciò che più mi ha colpito - e di cui anche Rolli parla - è l'analisi di Lévy fatta sui terroristi e la spiegazione che essi sono in qualche modo figli della nostra stessa occidentalità e che conoscono meglio di quanto pensiamo la nostra cultura, le nostre idee.
Ci troveremmo insomma di fronte ad una minaccia ben consapevole delle proprie forze e delle debolezze occidentali e molto più pericolosa di quanto crediamo. Ecco, ora non voglio farla più tragica di quanto sia in realtà, ma le argomentazioni di Lévy sono tanto importanti quanto meriteoli di riflessione e la mia mente non può ignorare certe considerazioni.
Leggete il suo libro.


ANIMALI CLONATI

Come probabilmente avrete avuto modo di apprendere durante questi giorni, La Food and Drug Administration degli Stati Uniti - sarebbe l'ente di controllo sanitario Usa - ha stabilito che si può mangiare senza pericolo carne e bere latte derivanti da animali clonati. Non esistono al momento studi che dimostrino la nocività di questi alimenti, mentre permangono un certo scetticismo sugli effetti a lungo termine degli stessi ed una comprensibile diffidenza da parte dei consumatori.
Una decina di aziende ha già avviato l'allevamento in serie di animali clonati, in attesa del via libera definitivo che consentirà loro di immettere i derivati di tale produzione sul mercato americano, permesso che potrebbe arrivare già fra un anno. Molte sono le aziente di biotecnologie interessate a questa fetta di mercato, sicure che la produzione di animali clonati potrà non solo essere altamente redditizia - perchè originata da animali eccezionali, di potenzialità produttive al di sopra della media - ma anche qualitativamente ed igienicamente sicura - perchè, come dichiarato, se gli animali allevati sono sani, i loro derivato lo saranno.
Purtroppo gravano ancora molti problemi gestionali e legislativi al riguardo, sorpattutto in merito all'etichettatura. La FDA oltre a domandarsi se queste carni possono essere salutari, si è chiesta se risultano distinguibili dalle altre. Per tutta risposta gli esperti del settore hanno sentenziato che no, non possono distinguersi, in forza della legge della clonazione: animali clonati risultano identici, in tutto e per tutto. Diventa dunque importante decidere se dichiarare o meno l'origine di queste carni (e uova, latte e derivati) nell'etichetta dei prodotti destinati al consumo.
Ma non pensiamo di dover subire anche questa originale trovata zootecnica: a quanto si evince la FDA terrà in grande considerazione la reazione dei cosnumatori, ed il loro volere, oltre alle risposte scientifiche ancora in fieri in ambito della ricerca. Ma nessuno ci crede, ne sono sicura.
Personalmente non mi sento nè tranquilla nè concorde con questa proposta: la zootecnia, non solo statunitense ma anche quella europea, ha osato molto negli ultimi 60 anni e questo ultimo passo è la gocca che fa traboccare il vaso.
Ora non ci si accontenta più di controllare le discendenze con appropriati programmi d'accoppiamento, secondo le leggi di Mendel e adottando strategie di miglioramento genetico (molto utilizzate sia in campo animale, soprattutto per suini e bovini, che in quello vegetale, per esempio nei cerali). Adesso si va oltre: si manipola la vita, si stabilisce come dovrà essere il discendente nei minimi dettagli.
Se da una parte la ricerca sul mappaggio dei geni consente di controllare le varie riproduzioni con raziocinio e metodo, rispettando la natura nei suoi meccanismi di "crossing-over cromosomico", con la clonazione si evita qualunque fantasioso rimescolamento genetico, come Darwin ci ha rivelato accadere nella trasmissione dei geni ai discendenti.
Ora la mucca esce come le lattine di coca cola dal distributore automatico, si riproduce come un geranio, per talea genetica. E così il suino, che diventa fotocopia di se stesso. Via l'aleatorietà, via la saggezza della natura, via la diveristà genetica, che da sempre rappresenta la nostra ricchezza. E ci troviamo davanti ad un problema non tanto tecnico, nè sanitario - viste le rassicuranti spiegazioni scientifiche offerte - quanto etico.
Si è aperta la strada dell'omologazione riproduttiva, in favore del mercato, per accontentare palati esigenti e per ricompensare auterovolmente manager e industriali in carriera.
Gli animali di allevamento ora non sono niente di più che caffettiere, in nome del mercato occidentale e di un ipotetico rimedio per quello del terzo mondo.
Svanisca dalle vostre menti l'idea che gli animali d'allevamento gestiscano autonomamente la loro sfera risporduttiva: dagli anni '60 in poi non è mai stato così, ma almeno fino a qualche settimana fa il nascituro era unico e irripetibile, un essere vivente con un proprio patrimonio genetico. Ora purtroppo la musica cambierà ma mi auguro, con tutto il cuore, che se gli OGM in Italia non sono entrati legalmente - anche se ce li siamo ritrovati comunque in tavola per vie d'importazione trasversale e per impollinazioni *incontrollate* - la clonazione animale potrebbe trovare le porte sbarrate, in nome della salvaguardia del nostro meraviglioso patrimonio agricolo e della millenaria cultura alimentare italiana. Per ora confido nel buon senso di Alemanno e nell'indottto zootecnico nostrano, ma senza troppa serietà, lo ammetto. Poi non so.


lunedì, novembre 03, 2003


MELANIA G. MAZZUCCO

Sul sito della Rizzoli Libri sono disponibili due video (RealPlayer) nei quali Melania Mazzucco risponde alle domande dei lettori poste via chat riguardanti il suo ultimo romanzo "Vita".


DANIEL PEARL

Per esorcizzare un dolore profondo e per non dimenticare il coraggio del marito, Mariane Pearl ha dato alle stampe "A mighty heart", la biografia di Daniel Pearl, il giornalista statunitense che fu assassinato barbaramente dagli integralisti islamici di Al Qaeda nell'inverno del 2002. Sulla sua morte - cinicamente documentata su video - gravano ancora molti dubbi, poichè i reali motivi che giacciono dietro la sua esecuzione non sono stati ancora chiariti, come sostiene lo scrittore e filosofo francese Bernard-Henri Lévy che si è occupato dell'inchiesta (suo è il dossier "Chi ha ucciso Daniel Pearl?" edito da Rizzoli).


MELISSA P.

Antonello Caporale, su Il Venerdì di Repubblica della settimana scorsa, ha intervistato Melissa P., l'autrice rivelazione di "100 colpi di spazzola prima di andare a dormire", diario autobiografico di un'adolescente edito da Fazi.
"Il suo libro tutto sesso è il caso dell'anno. Ora dal top delle classifiche finirà anche al cinema con Francesca Neri. Era quello, dice Melissa P., che cercava: il successo."
L'intervista non mi è piaciuta, non tanto per le domande proposte, quanto per il clima generale delle risposte, annoiate, a tratti vanitose, e l'atteggiamento di Melissa ad autrice "arrivata" al successo supremo dopo aver centrato il segno, scrivendo ciò che il pubblico vuole, con tanto di riconoscimento economico e artistico. Temo non mi piacerà nemmeno il libro, che tardo a leggere per indolenza e poca curiosità, di cui apprendo che Francesca Neri si è accaparrata i diritti per girarne un film. Si scrive per tanti motivi: uno di essi può essere la voglia di successo, di essere ricnonosciuti, di diventare noti al grande pubblico, per uscire dall'anonimato, dalla propria presunta mediocrità, raccogliende conferme di noi stessi nello sguardo e negli apprezzamenti degli altri. Come biasimare una minorenne che si scopre miliardaria per aver pubblicato riflessioni per niente timide sulle proprie esperienze sessuali, covando sogni da celebre opinionista del gossip? Forse non si può, il successo, con le sue mille luci, fa gola a tutti, ammettiamolo, ma c'è un lato oscuro in tutto questo che rivela una voragine di contenuti evidente, che mi sgomenta senza sconti.


BEATRICE MASINI

Ilide Carmignani, per il portale Alice, ha intervistato Beatrice Masini, la traduttrice per l'Italia della saga Harry Potter. Nel colloquio "Tradurre Harry Potter" emergono interessanti particolari in merito all'attività di traduzione di opere di narrativa per ragazzi.


FERMINE MAXENCE

Scarabocchio un breve appunto su di un'interessante uscita editoriale. Entro questo mese la Bompiani dovrebbe rilasciare nelle librerie un cofanetto contenente tre libricini: uno biano, uno nero e uno dorato, firmati da Fermine Maxence e raccolti sotto il titolo de "La trilogia dei colori". Si tratta di una raccolta dei suoi romanzi più amati dai lettori, "Neve", "Il violino nero" e "L'apicoltore", ora riuniti tutti insieme, in seno alla collana "Assaggi".


MICHEL FABER

È uscito per Eiunaudi "Il petalo cremisi e il bianco", la traduzione dell'ultimo romanzo di Michel Faber, "The Crimson Petal and the White", ambientato nell'epoca Vittoriana e che si presenta come uno dei best sellers di quest'autunno


sabato, novembre 01, 2003


PROBLEMI DI ACCENTO!

Chiedo il vostro umanitario e comprensivo aiuto! Qualche anima pia presente tra voi puo' spiegarmi come diavolo devo fare per far capire a Blogger che scrivo in italiano e dunque che per questo sono solita usare spesso vocali accentate??
Come devo settare i "settings"? (eehh???) in modo che Blogger riconosca il testo e pubblichi le vocali accentate - tipo è - come vocali accentate - ovvero come è - anziché come "?" ...?
:)
Aspetto e-mail caritatevoli ed esplicative, grazie ;)


RABBIT RABBIT!

Buon primo Novembre a tutti! Un augurio speciale di buona fortuna a chi compirà gli anni in questo mese!


MICHELE SERRA - Michele Serra, a differenza di chi il crocifisso vuole toglierlo da tutti i muri e da chi invece lo difenderà col proprio corpo, propone una soluzione intermendia ma, probabilmente, infattibile:
"... sancito il principio, si stabilisce che in ogni nuovo edificio pubblico - scuola, tribunale, ospedale - non devono essere esposti simboli di fede, perché lo Stato è la casa di tutti. Quanto al già edificato, e già arredato da crocifissi e altro, si condona munificamente, nella profonda e serena convinzione che ogni muro debba rimanere come è stato concepito e osservato dai milioni di italiani che ci sono passati davanti. ..."
Le conclusioni dell'originale proponimento sono abbastanza prevedibili: anche secondo Serra - come nell'idea di altri intellettuali ascoltati in questi giorni - la decisione ultima dovrebbe passare dal popolo, dai cattolici e non, perché nessuna maggioranza potrebbe mettere tutti d'accordo e decidere per tutti, sebbene il cristianesimo sia la religione predominante in quest'Italia che è sempre più multiculturale, multietnica, multireligiosa - con anche un sacco di persone che invece non si interessano affatto di religione, in nessun filone.
Voi accettereste di affrontare un referendum su questo problema?
Le reazioni di fronte alla sfuriata di Adel Smith - che non ha perso occasione per offendere e diffamare apertamente il crocifisso, la religione cristiana ed il Papa - sono state tante e continueranno a moltiplicarsi nei prossimi giorni, interessando via via non solo esponenti politici e della Chiesa, ma soprattutto le persone comuni, il pubblico, noi tutti. E se c'è chi si interroga sul potere mediatico ed il reale scopo polemico di Adel Smith, altri criticano le modalità in cui, nei vari talk show si è parlato di questo problema o intessono congetture su chi potrebbe, dall'alto, manoivrare questo fenomeno, disceernendo sui vantaggi di manipolazioni mediatiche e di concetto - in parole povere, Adel Smith è pedina di qualcun altro???.
Le domande precipitano come meteoriti infuocati dal contatto con l'atmosfera terrestre: si sarebbe creato tanto scompiglio se a sollevare la questione fosse stato un musulmano qualunque, non collegato a nessuna associazione di rappresentanza? E se a parlarne fosse stato un ebreo stanco di assecondare una Stato mutuato al cristianesimo ci saremmo meravigliati allo stesso modo o sentiti cos? oltraggiati? In questi casi se ne sarebbe parlato con minor scandalo, ragionando maggiormente sui cambiamenti epocali che stanno investendo il nostro Paese, oppure con maggiore cattiveria?
(tutte domande degne di un RiEducational Channel..)
Seguire tutti i dibattiti è quasi impossibile, purtroppo (questa mattina ad esempio su raitre, alle 8.30 circa, Rai Educational ha dedicato un'interessante mezz'ora a questo tema, con ospite Gad Lerner - che ha parlato della sentenza dell'Aquila propio sette gg fa su "l'Infedele"), ma vale la pena di stare con le antenne diritte, perché se ne sentono delle belle - e delle assurde!


MARGHERITA HACK - Su l'Unità è comparsa un'illuminante intervista a Margherita Hack, "Il principio della laicità dello Stato non è mai stato rispettato". La scienziata, membro del comitato di presidenza dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, si pronuncia con grande chiarezza in merito a laicità, crocifissi e Smith del momento.


PAROLE - Gli ormai innumerevoli esponenti di Forza Italia (in Italia e in Europa) stanno coniando un nuovo linguaggio, sull'esempio del loro leader Banana B., che ha fatto della lingua italiana uno slogan di marketing e dei concetti etici e sociali dei piedi di porco pronti a scardinare la coerenza altrui.
L'eurodeputato Renato Brunetta (FI) ha definito "terrorismo scioperistico" lo sciopero nazionale indetto dalla cgil qualche giorno fa.
Il Ministro Giovanardi ha bollato come anticostituzionale lo stesso sciopero generale, invitando Pisanu a porre rimedio difendendo gli imprenditori. Di fronte a questa palese diffamazione il governo ha taciuto.
Sandro Bondi, portavoce di FI, sostiene che nel nostro Paese vige una "matrice ideologica che legittima la violenza politica".
Utilizzando le parole di Gigi Marcucci de l'Unità, questi signori "farebbero bene a non confondere mai terrorismo con lotta sociale".
Lo sciopero è uno strumento di contestazione riconosciuto dalla Costituzione italiana, dunque non è affatto anticostituzionale. Inoltre è sempre stato portato avanti con modalità legali e pacifiche, lontane anni luce dalle abitudini terroristiche.
A mio modesto parere il terrorismo vero lo fanno i politici che attaccano gli strumenti di lotta sociale difesi dalla Costituzione unicamente per uso di comodo e per delegittimare un valore comune e riconosciuto da tutti come la democrazia, che mai come in questi due anni sembra contrastare gli interessi faziosi di governo e dell'industria.
E l'immunità parlamentare - ed europaralmentare - difende questi balordi, questi buffoni della politica, questi leader della loro stupidità, che se la cavano con una risatina ed un'alzata di spalle.


IMMIGRAZIONE - Tutti ci siamo sentiti impotenti di fronte all'ennesima tragedia di naufraghi disperati che dopo giorni e giorni di viaggio, affrontato in condizioni disumane - e intervallato da morti e sofferenze terribili - sono approdati sulle coste Italiane. Molti di noi si sono sentiti anche indignati, perché non hanno trovato nelle affermazioni di governo parole di conforto e e soprattutto di chiarezza, che aiutassero a districare, dal gomitolo di rabbiosa ingiustizia che offusca le nostre coscienze, le tante domande poste di fronte a questo fenomeno infinito e doloroso dell'immigrazione clandestina.
Nel teatrino carnascialesco di cartapesta che siamo costretti a guardare in televisione ogni giorno - e al quale forse ci stiamo assuefacendo, con mio disappunto - il Capitan Spaventa del momento si é rivelato Umberto Bossi, con il suo sarcasmo da sega elettrica. La sua proposta, non velata né timida, di associare dazi doganali di entrata tanto a merci quanto a persone fisiche non europee mi ha indignata ed infastidita.
Sembra che non ci si possa fermare nemmeno di fronte al dramma profondo e sanguinoso di esseri umani disperati, in fuga da Paesi lacerati da guerre e disidratati dalla da povertà, traditi da un colonialismo europeo bifolco e vuoto.
Ascoltando Bossi si ha l'amara impressione che le logiche di vantaggio, profitto e del difendere i propri "quattro stracci" non possano più essere fermate né da emergenze contingenti, né dalla morale, dalla coerenza etica, da scrupoli di coscienza. I leghisti, che tanto si aggrappano alle loro croci, digrignando i denti e ringhiando collerici, che tanto difendono i crocifissi con sperticate ed illogiche giustificazioni, ed i benpensanti che solcano i corridoi delle chiese battendosi il petto, peccano di presunzione e di iposcrisia chiudendo orecchi, occhi e mani di fronte a questa realtà terribile di sfruttamento ed emigrazione forzosa.
Gli immigrati che tanto ci fanno paura, che tanto sembrano minacciarci com il loro "non aver nulla da perdere", provengono da percorsi terrificanti, che nessuno di noi vorrebbe mai affrontare - e che forse Bossi non avrebbe affatto il coraggio di affrontare. Sono uomini e donne infuga, sfruttati da traghettatori senza scrupoli, derubati da trafficanti di persone, illusi ed ingananti da altri disperati che in Africa, nel Medio Oriente e nell'Europa dell'Est sostengono quest'esodo clandestino come canale parlallelo del controturismo.
E l'Europa, che dovrebbe davvero prendere in mano questa situazione e sostenere le frontiere del Sud, con direttive e regolamenti, con sostegni e suggerimenti, con coordinamenti corali trasversali, non si pronuncia, non decide. Non sono gli euro che legittimano la nostra entrata in scena, che possono giustificare l'intervento italiano sull'immigrazione clandestina, ma un coordinamento legislativo europeo, che sembra mancare, che sembra non voler emergere dalle acque del nostro occidentalismo accogliente eppure elitario.
Non possiamo daziare la gente, non si può decidere l'entrata delle persone su certezze ed accordi lavorativi, elimineremmo la libertà di spostamento e di pensiero. E non possiamo nemmeno impedire la fuga, distruggere la speranza di una vita diversa, anzi la speranza di una vita - in molti casi.
Che cosa stiamo dicendo al resto del Mondo con le nostre sviste legislative, il cameratismo di borgata padano, i buchi neri governativi, la xenofobia, soprattutto alle porte dell'amplamento dell'UE ad Est?
Quella croce una cosa dovrebbe avercela insegnata: prima di prunciarci dovremmo metterci nelle scarpe di chi ci chiede aiuto. Che cosa Bossi vorrebbe che l'Italia facesse per lui se anziché Umberto si chiamasse Aziz e fosse l'unico superstite di 150 africani in fuga dalla morte?


COPPIE DI FATTO - Menziono questa notizia perché ho notato ben poco eco nei media, forse perché al momento gravano sul nostro Paese questioni ben più gravi e preoccupanti. Questa peró mi pare sia una buona notizia. Le deputate Livia Turco (Ds) ed Alessandra Mussolini hanno presentato un disegno di legge che tutela le coppie di fatto (conviventi senza matrimonio, in alcuni casi con figli), un disegno legislativo che mancava e di cui, alle nuove ed evolute condizioni della nostra società, si sentiva necessità. Le due deputate hanno trovato dissensi solidi da ambo le fazioni di cui fanno parte e sostegno trasversale frammentario. Come loro stesse preferiscono si dica, questa legge dovrebbe essere sostenuta da tutti perché va oltre le ideologie di bandiera, va oltre il classismo, va oltre il sessismo: è un aiuto concreto che la classe politica italiana deve ai propri cittadini, per adeguare gli interventi statali e i sostegni alle nuove esigenze sociali, per affermare e rafforzare, con maggiore trasparenza e coerenza, la democrazia e tutelare la libertà individuale.
"Riconoscere la convivenza delle coppie non sposate: questo l'obiettivo della proposta di legge, prime firmatarie, appunto, le due parlamentari Turco (Democratici di sinistra) e Mussolini (Alleanza Nazionale), depositata questa mattina in Parlamento. Dodici articoli con i quali si mira a tutelare i figli nati in questi nuclei regolamentando, alla pari delle famiglie tradizionali, l'affido in caso di separazione, il diritto d'uso dell'abitazione, la patria potestà"
In un così lungo e buio periodo di inteventi legislativi parlamentari non solo inutili ma soprattutto devastanti, finalmente una proposta intelligente, tutta al femminile: a dispetto di quanto si tende a polemizzare, non ritengo affatto quest'iniziativa come lesiva l'istituzione del matrmonio; credo invece difenda e valorizzi le unioni. Speriamo bene.


GLORIA BUFFO - A dispetto del cognome la deputata DS Gloria Buffo non è certo donna di cui ridiere o farsi beffa, né parlamentare superficiale. Tutt'altro, visto l'originale disegno di legge che ha presentato in questi giorni al Parlamento e che, purtroppo, ha raccolto ancora pochissimi consensi. La proposta verte a ridurre la busta paga e l'indennità di deputati e senatori. Ovviamente non se la fila nessuno, poichè la "ricompensa" per sedere nelle sedie "onorevoli" del Parlamento è cosi' buona e consolante che praticamente nessun collega della Buffo ritiene "necessario" quell'intervento di legge.
"In un paese in cui un insegnante, un'operaia o un impiegato guadagnano, mediamente, meno che nei paesi a noi vicini, e i parlamentari nazionali e d europei eletti in Italia sono remunerati, mediamente, di piu' e godono di benefici a volte inspiegabili, non e' saggio bollare come puramente qualunquistico il severo giudizio di gran parte dell'opinione pubblica"


 


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Immagine di bimbo che saluta. Ciao e a presto!

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