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lunedì, settembre 08, 2003


GIORGIO BOCCA - Il Gandalf del giornalismo italiano è per me Giorgio Bocca, penna tenace e resistente, che non si piega alle lusinghe del potere di convenienze, che ricorda bene da dove arriva, che non vende alla polvere le proprie parole. In questi giorni esce, per Feltrinelli, il suo nuovo saggio politico, "Basso Impero", una nuova e attesa dura critica al governo Berlusconi e al bolscevico di Arcore che pulisce i suoi stivali sulla Costituzione della Repubblica.
"[...] Il presidente sovrano si è fatto le sue regge, i vertici del governo si svolgono nel suo palazzo in via del Plebiscito o nelle ville di Arcore e della Sardegna. Anche gli ambasciatori stranieri e le loro famiglie vengono ricevuti e ospitati nelle residenze private quasi a far capire che sono un'anticamera del Quirinale. La personalizzazione del potere è continua ..."
Bocca non lesina particolari e non eccede in pessimismi autolesionistici o in critiche aspre ed autocompiacenti: egli racconta semplicemente quello che vede, ciò che accade, con la disarmante quanto incantevole trasparenza del grido "il re è nudo". Leggerlo vi scuote, vi scandalizza, vi indigna? Non è Bocca che crea la realtà, egli ve la porge, ve la distende sul piatto pronta per essere assaggiata e se essa emana miasmi orribili, o lascia retrogusti velenosi sulla vostra lingua, la responsabilità rimane degli attori, o meglio, dei politicanti che deformano il loro sorriso in un ghigno da piazzista abusando di poteri e parole e disossando l'etica.
I saggi di Bocca non inventano nulla, non trafigurano volti né accadimenti, ma fotografano con incedere deciso e asciutto la pantomima politica che ogni giorno siamo costretti a sopportare, indorata dai cronisti di regime, dalle voci senza scarpe che si disperdono ai primi temporali, ma denudata dalle "stecche nel coro" di cui Bocca è un degno quanto onorevole rappresentante.


 


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Immagine di bimbo che saluta. Ciao e a presto!

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