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giovedì, luglio 03, 2003


ANTONIO TABUCCHI - Sul numero di ieri de "Il manifesto" è comparso un breve articolo di Antonio Tabucchi, "Il silenzio è d'oro", dove lo scrittore riflette sul ruolo che ha avuto Ciampi in tutta la vicenda "berlusconiana" e sull'ipotetico ruolo istituzionale del capo di Stato nella gestione di abusi di forma e potere. Considerazioni finali inquietanti.
"... Vuol forse dire che dobbiamo credere a Berlusconi, che cioè egli impone le leggi a Ciampi, se le fa firmare e poi gliene attribuisce la responsabilit√†? Ciampi sarebbe dunque un pupazzo nelle mani di Berlusconi? La questione è cruciale per la democrazia italiana, ma forse per la classe politica è meglio che gli italiani non se la pongano. ..."
A volte mi domando quale significato abbia ora il termine "democrazia", quando lo stesso Berlusconi dopo aver affermato che in una "democrazia" occorre lasciar parlare le persone e far loro esprimere le proprie opinioni non perde occasione per "mettere a tacere" tutti coloro che non la pensano come lui. Forse accade questo perchè Berlusconi, come direbbe Orwell, di fronte alla legge e alla democrazia - e di fronte al rispetto della libertà di pensiero, etc,etc... - risulta essere "più uguale" degli altri.
Il nostro premier è arrivato perfino ad affermare, su Radiouno della Rai - che richiederà esplicitamente tutti i nominativi delle persone che lo ingiuriano pubblicamente, perchè - a detta sua - l'ingiuria deve essere perseguita penalmente, soprattutto se inflitta al primo ministro, e deve essere punita con una pena adeguata ... Resta ovviamente oscuro il significato che lui stesso conferisce ad "ingiuria", poichè sembra basti ben poco per far passare una critica come un'ingiuria.
Ciampi tace, Berlusconi "interpreta" la politica a seconda delle esigenze del momento. È democrazia?


 


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