domenica, febbraio 24, 2002
ho finalmente visto "Il favoloso destino di Amelie" e sono estasiata. jeunet è un regista molto originale e sorprendente; i suoi film sono dei capolavori, curatissimi nei dettagli, nei particolari e per gustarli a pieno occorrerebbe guardarli più volte. tutto di questo film vi sorprenderà magicamente: dalla fotografia alla scenggiatura, dagli attori alle musiche. Nulla è stato scelto per caso e mai vi si racconteranno storie impossibili. Jeunet con poesia e delicatezza ci ricorda che la bellezza della vita risiede nelle piccole cose del quotidiano e che proprio da lì occorre partire per cercare la propria strada, per inseguire i propri sogni, la propria felicità. siamo tutti protagonisti di una vita unica, irripetibile e possiamo osare grandi gesti o piccole accortezze per regalare, e regalarci, un sorriso, una speranza. gli uomini agiscono, cambiano e determinano il corso delle cose, anche quando non vogliono o non credono di poterlo fare. il pittore che da vent'anni dipinge sempre la stessa colazione di canottieri di renoir scopre che una copia perfetta del quadro non ha alcun valore passionale, estetico e storico: sorpreso profondamente da questa presa di coscienza capisce che il senso di tutta la sua pittura sta in quell'unico quadro che riesce a dar colore alla sua personalità, che ripropone il soggetto di renoir in un modo completamente nuovo, stravolto: il suo. le nevrosi e le frustrazioni delle persone si annidano laddove si è peruta la speranza di poter fare qualcosa per sè, di scuotersi un po', di credere nelel proprie forze. ma il nervo centrale del film sta nel coraggio di affrontare la propria vita, con tutto ciò che essa ci propone: gioie, dolori, vittorie e sconfitte. troppo spesso abbiamo paura di scoprirci fragili, deboli, incerti, perdenti, insignificanti e dunque lasciamo passare l'unico treno possibile per noi, voltiamo le spalle ad un segno del destino, chiudiamo al porta alle occasioni che mai più ritorneranno. la chiave di volta sta nell'affrontare tutto a testa alta, senza mai rinuciare ai propri sogni, al suono della propria voce. ogni vita è unica, ogni uomo è prezioso, ogni storia irripetibile. anche un piccolo ortaggio o una fototessera strappata possono essere infinita poesia, possono raccontare un po' di noi e del mondo, possono lasciare un segno inconfondibile del nostro passaggio sulla terra. amelie accarezza la vita come un'ape bacia un fiore e ci ricorda che anche dall'angolo più buio delle nostre esistenze si può uscire fuori al sole e ricominciare. con coraggio. dopo aver visto questo film avrete voglia di andare a parigi, di collezionare fototessere, di dipingere, di passeggaire alla luce del sole, di abbracciare la gente. Avrete voglia di essere voi stessi, sempre di più.
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