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sabato, febbraio 02, 2002


gli ospedali non funzionano, ormai è un fatto consolidato: manca il personale e mancano le strutture, quelle esistenti sono spesso fatiscenti e inaffidabili, ma la cosa che mi amareggia maggiormente è che dentro all'ospedale, dove uno si aspetta che lo aiutino e lo incoraggino, c'è sempre meno umanità e si lavora in base alle esigenze di chi vi lavora e non di chi va lì perchè ha bisogno di essere aiutato. a pensarci è impossibile da credere, è un metodo che sfiora il cinismo e la muta indifferenza, tanto più che si paga il servizio che l'ospedale stesso eroga... il dolore non distingue tra giorni feriali e giorni festivi nè discrimina la notte dal giorno, esso ti assale, colpisce e ti finisce come e quando vuole, senza che tu possa scegliere orari, giorni o momenti opportuni. al dolore, all'imprevisto sulle strade, sul lavoro, in casa, non importa affatto chi sei e che impegni hai, dove vivi o se hai reddito alto o basso, per lui sei un essere umano sulla cui carta del destino è annotato un appuntamento importante con la sofferenza. non è concessa scelta temporale, di fasce di orari, di turni, il dolore arriva quando lo decide il fato e colpisce senza tentennamenti. gli uomini, invece, non rispondono a questo arrivo con altrettanta tempestività ed efficacia, essi hanno sviluppato capacità di intervento mediate, ponderate, diluite nel tempo, perchè occupati da diritti costituzionali di troppa gente. se tu stai male hai diritto ad essere accudito, ma rispettando i diritti di quelle dieci o venti persone che stanno tra te e la guarigione. "di domenica e festivi non operiamo, almeno che non si presenti un'urgenza improrogabile, ed allora dobbiamo aspettare che trovino l'anestesista, perchè, sa, è fondamentale oltre al chirurgo che ci sia l'anestesista in sala operatoria e qui, come ospedale intendo, ne abbiamo uno solo. non le dico che si farà martedì di sicuro, io adesso lo annoto qui, sulla scheda di suo padre, poi vediamo, mi auguro potremo operarlo, a meno che non capiti qui un qualunque tizio che si è sfracellato da qualche parte con l'automobile ed ha bisogno subito di soccorso..." Di domenica l'ospedale fa festa. Nei giorni festivi i chirurghi e gli anestesisti non operarno.Ma il dolore non sa cosa significa "giorni festivi", non gliene frega niente delle festività dei medici, esso bussa alla tua porta e ti crea un casino che neanche te lo potevi immaginare... il dolore non fa festa, anzi, spesso colpisce nel week end e ti complica le cose... "capisco questa vostra necessità delle feste, dei giorni festivi, ma se uno ha bisogno che deve fare?"... i pazienti sono troppo spesso dei semplici numeri e non torvano pace da nessuna parte, nonostante ci sia, in mezzo a tanta indifferenza, personale atttento e disponibile. è pazzesco, bisogna pregare di non aver bisogno dell'ospedale, mai, perchè sai quando entri ma non sai quando ne uscirai, come disse una signora con una gamba fratturata davanti alla sala gessi dopo un'attesa di quattro ore, senza saper quando le avrebbero medicato la frattura... la nostra sanità è messa male, ha una febbre altissima e temo non ci siano antibiotici sufficienti per ripristinare condizioni di normalità: mancano i medici, gli infermieri, amncano i locali, le strutture esistenti cadono a pezzi, la burocrazia strozza tutto, mettendoi a dura prova la pazienza e la speranza... mio padre si è sbriciolato la rotula e la tibia della gamba destra, con lesione seria ai tendini: è in trazione da due giorni, senza che nessuno gli spieghi cosa pensano di fargli nè quando. lui è lì, in quella stanza che sembra una sala d'aspetto di un areoporto, dove la privacy e l'intimità non esistono e dove la gente entra ed esce quando vuole, parla, piange, sbuffa, dove chiunque può approfittare della tua infermità per sottrarti le tue cose, derubarti. mio padre è là dentro, sudato e stanco: aspetta. aspetta. aspetta che i medici abbiano fatto festa e si siano riposati. aspetta che sia il momento giusto epr altra gente per aiutarlo. se si fratturava la gamba di lunedì avrebbe avuto più fortuna... c'è chi sta peggio di lui ed ha la precedenza e questo è giusto, giustissimo, ma nel 2002 non si dovrebbe più esser costretti a scegliere chi operare e chi no, a scegliere chi deve restare fuori dalla sala operatoria e chi può entrare. questo non è accettabile.


 


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Immagine di bimbo che saluta. Ciao e a presto!

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