domenica, dicembre 16, 2001
vi devo confidare una mia debolezza: sono stanca di tutta questa melensa beneficienza che ha tutta l'aria di un abbondante spargimento di zucchero sopra ad un piatto di ricotta andato a male. non sono contro la beneficienza, ma credo che in italia, come suppongo un po' ovunque, essa non venga proposta nel modo giusto, sfruttando i canali corretti. è una beneficienza che rattoppa le pezze che si stanno scucendo, ma non confeziona alcun nuovo abito. siamo sempre nudi, infreddoliti e nemmeno queste raccolte di fondi risolveranno nulla. "Sì, dici bene, ma in fondo è meglio che niente..." Ok, rispondo, ma tra fare qualcosa di serio e prendere in giro c'è una bella differenza... Grillo sostiene che è inutile dare soldi a telethon per sostenere la ricerca, perchè in italia non c'è ricerca, o meglio, c'è ma solo al minimo sindacale, quel tanto da giustificare questo enorme giro di denaro. E' vero, non c'è ricerca: su di essa gravano un nepotismo ed un ostruzionismo politico che la ostacolanodi netto, che la imbavagliano e la scoraggiano. in italia non c'è ricerca. Questo è un punto di vista esacerbato che fatico ad abbracciare, ma sospetto abbia un fondo di verità, documentata ampiamente, peraltro... e poi basta guardare per capire... un sacco di persone si domandano dove vanno a finire i soldi donati, se davvero vengono spesi coscientemente e nella maggior parte dei casi o non ricevono risposte o scoprono verità agghiaccianti e deludenti. lo scandalo degli aiuti alimentari spediti nei paesi dell'ex-yugolsavia, ai tempi della guerra dei balcani, ne fu un esempio lampante, e di esso ne parlò profusamente striscia la notizia. fu davvero uno scandalo perchè l'iniziativa coinvolse diverse autorità statali e private... ma questo è solo uno dei tanti scandali legati alla solidarietà che hanno macchiato il nostro paese. sono diffidente di queste iniziative che, guarda caso, si organizzano solo a natale, facendo leva sui buoni sentimenti della gente, in un periodo dove tutti sentiamo più forte il desiderio di stare con la famiglia e sentirci protetti da tutte le brutture che accadono nel mondo. sapere che qualcuno sta male, o sta morendo di freddo, fame e misera, mentre tu sei a tavola con un tacchino enorme appena tolto dal forno, ti provoca un senso di impotenza e di colpa schiaccianti. l'unica via di salvezza per liberarti da questo opprimente senso di colpa è quella di donare qualcosa a qualche associazione umanitaria, perchè se al mondo qualcuno sta male un po' di colpa è anche tua. Accanto a queste cose poi spuntano altri spartaco che raccontano quanto le multinazionali stiano distruggendo il pianeta e violando diritti umani e di lavoratori, come ad esempio sta facendo mcdonald's. Qui anche noi possiamo fare qualcosa, ma questa volta si scopre che la nostra azione ha un effetto immediato, ha un significato più radicale e non demandato ad altri che dovrebbero "agire" in vece nostra. Questo tipo di battaglia, in una società malata e bugiarda come quella attuale, è forse il metodo migliore per fare qualcosa... boicottare... odio questo termine, ma sembra sia l'unico modo per fare qualcosa, per cambiare qualcosa nell'indifferenza generale. La morale, almeno in questi termini, e sopra queste mie piccole considerazioni, è che esistono centinaia di modi per fare del bene, per aiutare la gente e cercare di "cambiare le cose", ma non tutti applicano un metodo efficace, corretto. Dobbiamo considerare con attenzione la nostra partecipazione alla"solidarietà" e valutare cosa è più efficace e cosa no. E qui ce ne sarebbe da dire, ma non credo di essere la persona adatta nè avrei la parole giuste. Peccato... avrei affettato il mondo come un uovo sodo e poi ci avrei pianto sopra, salandolo con la mia indignazione e la mia delusione, ma non sarebbe servito a molto, o forse solo a mescolare acqua col vino. invece ci vuole coraggio, forza d'animo, speranza, cuore e mai gettare la spugna. mai. Fate quello che potete, per voi, per gli altri, per chi vi chiede aiuto, ma non smettete mai di leggere, pensare, ascoltare e valutare. Mai. Un mondo giusto non esisterà mai, ma so che non dovrei mai smettere di deisiderarlo. È un'utopia che mi tranquillizza, stranamente, come quando ti convinci che il tizio che guardi negli occhi ti ama anche se non è vero...
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