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lunedì, dicembre 24, 2001


o sono io che non capisco oppure c'è davvero qualcosa che non va... è nota a tutti la sfuriata del ministro gasparri a quelli che il calcio di domenica scorsa, dove la ventura ha cercato di difendere la satira e di attutire l'irruenza del ministro, riscaldatosi un po' eccessivamente sotto i fuochi dell'autoritarismo e delle frecciate un po' troppo salate di gnocchi. Mentre la ventura cercava di riportare il buon senso sopra tematiche note a tutti e da tutti condivise con frasi del tipo "faccio satira da anni e una cosa del genere non mi era mai capitata... chi è sopra di lei non ha mai detto niente contro la satira" o ancora "La satira è un elemento di cultura e se uno non lo capisce...", il ministro non si è arreso e non è certo rimasto a guardare, così, con un'irrorazione corposa alla carotide, ha riempito furibondo il trasmettitore del telefono con avvertimenti ai trigliceridi del tipo "questi sono intenti diffamatori", "mi rivolgerò alle sedi legali", "Fate la satira ma lasciare perdere le cose serie". È di oggi, invece, la notizia dell'oscuramento totale di alcune pagine del portale clarence che avrebbero parlato male di jonnhy dorelli, con battute gradasse e un po' spaccone sulla vita dell'artista e i suoi decorsi personali. Ma che sta succedendo? Io adoro la satira, ma che sia una satira fatta bene, intelligente, condotta ad armi legali e pari rispetto all'antagonista e che si fregia di obiettivi di un ceto livello socio-culturale. C'è in giro un sacco di gente che spara cattiverie, stupidaggini, che scrive anche cose non vere pur di far ridere o di mettere in cattiva luce qualche personaggio pubblico, che magari in quel periodo non se la passa neanche tanto bene, e dopo tutto questo pasticcio venuto maluccio si fregia pure di essere un "comico che fa satira". Ci sono ben pochi attori e giornalisti, in italia, che fanno satira seria, che sono in grado di far divertire parlando di cose gravi o di prendere in giro, nei punti giusti, i politici, i personaggi dello spettacolo, i vips. Non mi sento poi così contrariata dalla'oscuramento delle pagine su clarence, perchè ho sempre ritenuto che facesse una satira piuttosto di bassa lega, di facile presa ma dagli artigli sbeccati e mossa contro gli obbietivi troppo facili da colpire, come se si sparasse sull'ambulanza. La sfuriata del ministro gasparri mi ha fatto riflettere ma, anche se non ho una buona opinione di lui come politico e del suo operato, non so se dargli completamente torto. Certo è che ha un po' esagerato, telefonando in diretta e sparando a zero contro la ventura e soprattutto contro gnocchi, che considero un genio della comicità ma che a volte si lascia un po' prendere la mano. Il ministro ha confuso il rispetto con l'arroganza, i comici hanno calcato un po' la mano e hanno oltrepassato il limite che separa la vita pubblica del personaggio con quella privata... Il punto dolente, forse, sta in quanto davvero si fa satira in italia e quanta di questa produzione andrebbe salvata e salvaguardata. Una cosa è comunque certa: la televisione è malata, sta soffrendo di un male etico, ha poca, pochissima cultura, anche laddove si dovrebbe ridere e scherzare per sdrammatizzare le tragedie politiche e sociali che siamo costretti a vedere ed ascoltare ogni giorno. L'ormai celeberrima deficienza della televisone è ovunque, a partire dai telegiornali fino alle televendite, ed il ministro delle telecomunicazioni anzichè sbraitare al telefono in una trasmissione che cerca di salvare la domenica televisima invernale degli italiani forse dovrebbe rivedere un po' di cose sulla rai, a cominciare dal canone, e sulle televisioni nazionali che non accusano alcuna fatica nello sbranare il cervello e la dignità del telespettatore medio, mentre si danno un gran daffare ad incappucciare con stelline, panettoni e raccolte benefiche la mediocrità dilagante, travestita da vallette, letterine, merendine, veline, cretine e cretini, calendari, gossip, telequiz, speciali mongolfiere,show triviali, talk show spazzatura, et cetera et cetera, amen...


 


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Immagine di bimbo che saluta. Ciao e a presto!

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