mercoledì, dicembre 19, 2001
avete mai visto su telemarket francesco boni (quel presentatore con la erre moscia e che dice le cose a ripetizione senza una gran fantasia e che guzzanti imita benissimo e lo prende in giro facendogli vendere quadri di un certo mutandari :) cercare di convincervi che quel quadro di mario schifano è un capolavoro, un'irripetibile opera d'arte, un investimento sicuro "...perchè signori, questo oggi lo pagate 10 milioni ma tra tre mesi, un anno, 10 anni lo rivenderete a 30, 50, 100 milioni, e rimpiangerete amaramente di esservi lasciati sfuggire quest'occasione d'oro..." e via così? a me schifano non piace, mi sa tanto di uno che l'ha messa in quel posto a tutto il mondo con i suoi disegnini e gli è venuto anche fatto bene. È comunque una questione di gusti e su questo non si può discutere granché, e poi, sinceramente, ammetto di non conoscere a fondo l'arte geniale dell'imprevedibile schifano. La celebre trasmissione che va in onda sulla tv dell'elefante, e che ora ha tra i testimonial anche sgarbi, tratta migliaia di opere d'arte contemporanea di grande valore e storia, ma anche un sacco di roba di dubbio gusto e seriosità, ma l'arte è arte, si sa, e ora anche vendere è un'arte e anche comprare lo è, così investire 10 milioni in un quadro di remo squillantini può essere anche piacevole, il quandro è bello, l'artista è uno che ci sa fare e ha della storia sulle spalle, oppure investirli in un'opera di michele cascella, ma spendere 5 o 10 milioni in qualcosa di indecifrabile o di un ermetismo sfuggevole diventa più difficile da giustificare, almeno sotto il profilo estetico. L'arte è un business, loè sempre stata, ma oggi lo è particolarmente: si vendono e si comprano quadri per far girare soldi, lievitare il denaro, dar da mangiare ad un sacco, troppa, gente. Molte persone raffinate, di animo aulico, amano veramebte l'arte e si gustnoa gli acquisti, fanno le collezioni e dànno motivi concreti agli artisti per lavorare e sviluppare fantasia e sogni su tela, ferro, oro e altro. c'è però tanta gente che compra solo per investire, e così eccoti i vari boni che ti presentano un quadro e te lo consigliano caldamente, spingendo affinche qualcuno se lo compri, perchè l'arte è un investimento. Lampante. L'arte è fare soldi comprando e vendendo i sogni e le idee di qualcun'altro che avrebbe voluto dirti qualcosa, ma che sembra nessuno riesca a cogliere. Ciò che importa invece è che quell'oggetto faccia aprire i portafogli, accendere conti bancari, stringere mani e squillare telefoni. Le statistiche in fondo non mentono: nell'ottobre di quest'anno i prezzi degli oggetti d'arte sono cresciuti moltissimo e molte persone, impaurite dalla guerra, hanno comprato e estinto le liquidità in pericolo inflazione. Di cialtroni è pieno il mondo, ma per fortuna c'è anche gente seria. E così sulla tv dell'elefante trovate anche quel logorroico di willy, che lo strozzereste, ma che ha studiato, più di boni sicuramente, e vi racconta, fino allo sfinimento, la storia dell'artista e dell'opera. Quello è vendere arte, o almeno per me: aiutare chi è attratto da qualcosa a capirne i significati reconditi e allo stesso tempo spiegare perchè il tizio ha fatto la tal cosa o perchè è così preziosa quell'opera. I quadri non sono titoli di borsa...
|