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martedì, novembre 06, 2001


la notizia è raccapricciante, mi lascia così sgomenta che fatico a parlarne, al solo pensiero mi si accapona la pelle... e pensare che in giro c'è gente che a queste cose ci pensa tutto il girono, si lima il cervello notte e giorno, looppa fenomenali progetti noir, fino a che, in una serata autunnale, con nebbiolina e umidità spumosa, esce di casa e prende l'auto, si fa un giro di un'oretta, magari un po' verso la campagna, si fuma un paio di sigarette, piange appena e con gli occhi umidi soffoca un lamento rauco e strisciante, poi si ferma, al buio, vicino ai binari della ferrovia, lascia l'auto aperta, incustodita e spettinato e sudato scende, con le mani tremanti e la gola secca, mentre gli gocciola la fronte di paura, si incammina verso il nero della notte, con in testa urla e ricordi affilati come lame di una spada, e in preda alla disperazione più cupa, farfugliando qualcosa che ha a che fare con l'odio e l'amore e l'abbandono, appoggia malamente un piede e scivola, volando sotto un eurostar lanciato a mille lungo la dorsale milano-ancona... ieri sera un cinquantino ha preso una decisione dura e definitiva, meditata chissà da quanto. ero tra quelle centinaia di persone che sono rimaste in sosta un'ora alla stazione di reggio emilia senza sapere cosa fosse accaduto. a bologna ho capito e mi sono arrabbiata: con quell'uomo, con le ferrovie dello stato, con la famiglia di quell'uomo. ero nera. i passeggeri erano tutti nervosi: quel ritardo stava loro causando grane. per la verità anch'io mi sono innervosita. simili disgrazie amplificano i casini, convolgono migliaia di persone, ma suppongo dovesse andare così. è stato un gesto pazzesco: quell'uomo ha reso pubblico un dolore insopportabile, ha scelto una modalità pazzesca per dire a tutti che era incastrato tra la vita e la morte e che in nessun caso, con nessun discorso, ne sarebbe uscito vivo. stretto nella morsa della tristezza, di mille razzi rabbiosi sparati contro tutti e contro sè stesso, ha piegato testa e le braccia e si è lsciato esplodere, come una bomba... allo specchio, ieri sera, mi sono guardata bene in faccia ed ho percepito un accenno di tremito... è una scelta, mi sono detta, una scelta, senza troppe complicazioni... già, mettiamola così, sul piano della scelta, ma si può ancora parlare di scelte quando si gioca una carta simile? audrey saprebbe che dirmi, e forse mi direbbe che ha scelto la via più facile... non so...


 


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Immagine di bimbo che saluta. Ciao e a presto!

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